Shalom

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La pace sia con te e con il tuo spirito!

Omnia munda mundis

La croce

Non  è mia intenzione fare polemica su un argomento già molto controverso. Propongo una poesia di Michael Santhers che trovo ad hoc.

Croci d’oro
al collo di magnaccia
a proteggere marchette
- Nei covi a rassicurare assassini,
negli alberghi a ore a celare
tresche vizi sproloqui
- Imitate da pugili
in aiuto a stendere avversari,
da calciatori a ringraziamento
d’un goal,
da empi moribondi a farsi ponte
alla sponda giusta,
da soldati affinchè sia il nemico
a morire
- Povera croce
a quante stolture e futilità è chiamata
- Sia proibita ad ognuno
e diventi alto premio solo a coloro
che spendono la vita ad accendere
sorriso al prossimo da armonizzare
col cosmo
- Era questo l’intento sublime
di colui che martire l’indossò
- Salvate la croce da blasfemie
di falsi credenti.
————————————-
Da: Destini E Presagi

www.santhers.com

Fonte da cui ho copiato e incollato la poesia: ——->> QUI

Piove sul Corso Quattro Aprile

Triste mi è parso quest’oggi
riflesso del  cielo incupito
zuppo delle sue lacrime
Corso Quattro Aprile.
Figura sopita a bordo della Uno grigia
lo percorro da inizio a  fine
per fuggevole passaggio
in un’ anonima giornata di novembre.

A mo’ di cartolina in bianco e nero
mi appare il cittadino paesaggio;
monumenti sullo sfondo Chiesa Madre e Municipio,
stoici testimoni di fluide storie, vite,  immote cose.

Ai lati gli alberi muovono inconsulti le foglie
al soffio di un vento anarchico che prorompe vita.

-Evy-

corsoquattroaprile

Raccoglimento

Dovunque ci si giri, oggi, è tutto un gran parlare di raccoglimento.

In memoria dei defunti.

Niente in contrario: ognuno sceglie  di ricordare come vuole  i propri defunti. Ah sì, anche quelli degli altri, in uno slancio di empatico altruismo  o di solidale ipocrisia.

Mi sento out.

E non mi sforzo nemmeno di entrare nello spirito del 2 novembre, men che meno nel vortice consumistico che travolge la Commemorazione dei Defunti.

Non ho bisogno di una festa comandata per ricordare i miei morti, alcuni unici e insostituibili.   Si possono  forse racchiudere i moti del cuore in un  recinto?
Mi basta vivere momenti in cui l’oblio si inceppa e il  ricordo delle persone care che non sono più mi prende alle viscere, mi serra la gola, mi mozza il respiro.

Una insensata nostalgia mi porta allora a desiderare il riposo eterno. Per abitare dove essi abitano. Blando conforto si rivela sempre il pensiero di saperle al sicuro, irraggiungibili da tutto quello che è terrestre.

Ma ci sono altri morti da  ricordare. O dimenticare. In ogni caso esigono raccoglimento.
Sono seppelliti per sempre dentro me. Dentro noi. Non rivivranno mai più.
Sono speranze. Sono sogni. Come fiori sbocciati per un giorno o come piante coltivate per anni.
O volontà non confessate come aborti che mai hanno visto la luce del sole.

Scivolo in un ovattato silenzio. Per pochi attimi. Forse per qualche ora. Anche per giorni e mesi interi.

Si sgancia dal mio animo la voglia di partecipare a interessanti discussioni di gruppo.

Mi  abbandono,  solitaria eremita, a profonde meditazioni  sulla vita e sulla morte.  Sul perché delle cose.  Sul mistero di Dio e dell’Universo. Sul destino e sul caso.  Sul dolore e sulla felicità.  Sui presunti meriti della bellezza e le presunte colpe della bruttezza. Elaboro il mio lutto.
E in una pericolosa posizione alla ricerca di equilibrio tra la Materia e lo Spirito scavo tra i detriti del mio sepolcro e poi  volgo lo sguardo al Cielo, nel tentativo di ritrovarmi e di afferrare l’Ignoto che mi sfugge.

Noi, esseri pensanti,  sperduti e soli in un labirinto di questioni esistenziali fatto di pensieri razionali ed emozioni senza una forma definita,  stiamo, talvolta, dove nessuno riesce a penetrare .
E non ci si spiega quel senso di attesa di un non so che.   Come le vibrisse di un gatto i sensori dell’anima rimangono protesi alla percezione di passi felpati sul nudo pavimento, o di una melodia armoniosa che riesca a dare un senso a questo caos…

pianeta

Candy Candy

Chissà quanti la ricordano!  Quanti come me si saranno commossi  dietro alle sue avventure.  Io le seguivo  stando accovacciata a terra insieme ai miei nipotini.

Chi non sapesse chi è Candy Candy (molto improbabile) si aggiorni qui ché io vado di fretta :P ——->> Link

La prima commovente e significativa puntata del film in You Tube:

La canzone della sigla:

Candy Candy

Mamma, voglio proteggerti!

Ho seguito in tv la cronaca e le diverse dicerie intorno al fatto di stupro accaduto a Montalto ai danni di una ragazzina.
Quello che più mi ha colpita è il silenzio che, per un periodo,  la ragazza è riuscita a mantenere  intorno alla faccenda tenendosi dentro il proprio dolore.

In un secondo tempo ha dichiarato di non avere voluto parlarne subito con la mamma per evitarle un grosso dispiacere.

La cosa, per quanto assurda e inconcepibile, non mi stupisce.  In un primo tempo ho pensato che io non avrei mai potuto tacere una cosa del genere. Però, riflettendo, sono stata una figlia ragazzina anche io. Ben conoscendo l’ipersensibilità di mia madre e riuscendo a prevedere le sue reazioni spesso ho preferito tenerla fuori da fatti che mi affliggevano per non affliggere lei!
Oggi sono madre anche io di una ragazzina. E sono particolarmente apprensiva. Spesso l’ansia che ho per lei mi fa vedere e giudicare le cose che la riguardano con scarsa lucidità.
Ricordo quando nacque: era così piccola. Tenendola fra le braccia ho pensato che l’avrei difesa dal mondo intero.
Siamo state molto unite durante il periodo della sua infanzia. Lei mi considerava la sua eroina e correva sempre da me anche per ogni piccolezza che le facesse scorrere qualche lacrimuccia.
Poi è diventata un’adolescente. Carina anche. Ed io  sempre più ansiosa. Le cose sono un po’ cambiate tra noi.  Le ricordo regolarmente  che sono la stessa mamma di sempre e che voglio essere soprattutto sua amica, ma non mi confida tutto tutto. La cosa è normale fino ad un certo punto. Ognuno deve avere i propri spazi: non voglio essere una mamma impicciona  che vuole invadere tutti i territori della figlia come se questa fosse sua proprietà privata.
Ma c’è qualcosa che mi ha fatto riflettere e mettere in discussione. Ho saputo  dalle sue amiche qualcosa che la riguardava e che lei aveva preferito tacermi. Naturalmente mi sono inalberata e le ho detto che mai avrebbe dovuto tacermi qualcosa che la facesse soffrire, perché io sono la sua migliore amica, e voglio guidarla e aiutarla.  Per il suo bene!
Dopo un po’ di tempo è venuta a raccontarmi una situazione vissuta a scuola. Il sangue mi è andato alla testa e ho mostrato apertamente tutta la mia preoccupazione mentre blateravo che “sapevo io come risolvere quella faccenda” e “come si permettevano di trattare così mia figlia” etc… etc… e a ragione, devo dire!
Lei mi ha guardata e mi ha gridato in faccia: “ecco perché non voglio dirti le cose a volte… se le prendi così…”
Dio, com’è difficile essere genitori! E anche figli…

Shiru Lamelech

Mordechai Ben David: una piacevole scoperta!

Wikipedia riporta che viene spesso definito “il re della musica ebraica“.

Una voce e una verve notevoli.  Guardandolo mentre canta e si muove a ritmo di musica – in quel modo singolare -  ho l’impressione che gioisca come un bambino e mi riesce più facile immaginare in qualche modo come possa aver danzato il suo antenato Re David davanti all’arca.

Questa canzone, poi, mette veramente allegria. Notare anche i suonatori e gli strumenti.  Ho provato a tradurre con google qualche parola del testo. In risalto:

E ora i bambini canteranno il Re…

Umanità da rieducare

Mentre sorseggiavamo un the, ieri pomeriggio, una mia amica mi ha raccontato della recente disavventura di sua figlia. Tornata da scuola mentre pioveva a dirotto, con sulle spalle lo zaino carico di libri, è scivolata  e caduta malamente facendosi male al punto da non riuscire più ad alzarsi.

Nelle vicinanze c’era un’officina di meccanici ripatori di macchine ma nessuno si è scomodato per andare ad aiutarla nonostante lei gridasse “Aiuto. Aiutooo!”

Per fortuna nel frattempo è passato un  anziano signore  che ha aiutato la ragazza a rialzarsi.
Sarò pure un tantino sospettosa ma a me è venuto un dubbio. La ragazza è obesa e più volte a scuola è stata bersaglio di prese in giro da parte dei compagni.

Mi chiedo: E se sulla strada bagnata si fosse ritrovata per terra una bella e sexy  silhouette, i baldi giovani cavalieri dell’officina non sarebbero subito corsi in suo aiuto?

Ma in che mondo viviamo?
A parte il fatto che qualunque sia stato il motivo dell’indifferenza di fronte a una richiesta di aiuto  la cosa è grave,  mi viene da pensare se per caso non abbiamo bisogno di essere rieducati su molti aspetti della vita visto che i media stanno “educando” al contrario la nostra gioventù (che purtroppo assorbe come una spugna l’acqua velenosa che viene elargita)…

La donna delle pulizie

Non sono una scrittrice ma provo, come dilettante, a scrivere qualche racconto. Questo è ambientato nella Sicilia antica. Buona lettura!

- Strano come il destino  riesca a tessere le sue trame – mugugnava tra sé Concetta, scostandosi nervosamente dalla fronte un ciuffo di capelli che le infastidiva gli occhi, quasi a scacciare di riflesso i pensieri che la intristivano.

Era sabato mattina e  l’aspettava un notevole carico di lavoro.  E poi, era stata una sua impressione, oppure il professor Marco Antonio De Tonis, che lei aveva cercato accuratamente di scansare, passandole accanto le si era sfrontatamente avvicinato  fino a sfiorarla?

Lavoravano nello stesso antico palazzo del centro storico nel capoluogo siciliano.

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