Pascal

Un racconto di Riccardo che mi ha molto impressionata:

- Sai che ti dico, Basile? Che preferirei mille volte essere là, in mezzo alla battaglia, piuttosto che qui a far la guardia a quattro isbe diroccate.-

Pascal si portò la sigaretta alla bocca, e aspirò nervosamente una boccata, stringendo ben bene le labbra intorno alla cartina per non inspirare l’aria gelida della steppa.

Le detonazioni, il cui suono era reso cupo e basso dalla gran distesa di neve, erano andate diradandosi ed allontanandosi, fino a cessare del tutto.

- Già – fece Basile da dietro lo sciarpone, ricoperto da aghi di ghiaccio, che gli copriva la parte bassa del volto. – Lo sappiamo chi sei, quel che ti trovi appuntato sotto al pastrano! – Non c’era, nelle sue parole, altro che una semplice constatazione.

Gli occhi di Basile, piccoli e neri come olive, ebbero un guizzo di divertimento.

- Invece, sai cosa ti dico io? – E Pascal, guardandolo, indovinò un certo sorriso scaltro e un poco rassegnato che lo sciarpone nascondeva. – Che io me la sono già vista brutta più d’una volta… Insomma, che facciano un po’ gli altri! -

Pascal, un poco scandalizzato, continuò a fissarlo, fino a che Basile non rise con più evidenza, per sottolineare lo scherzo.

- Che hai Pascal? Insomma, scherzavo… Tu devi essere sempre così serio! Lasciami fare un tiro. -

Basile abbassò lo sciarpone e s’infilò in bocca la sigaretta che il compagno d’armi gli passò.

- Quante ne hai ancora? – mormorò fra i denti.

- Poche – fece di rimando Pascal.

Si misero a scrutare la pianura innevata, silenziosa e deserta, e non poterono fare a meno di provare un senso di vuoto e smarrimento, di fronte ad un paesaggio cui non si erano ancora abituati, dopo cinque mesi di permanenza in terra di Russia. D’estate si poteva distinguere una strada tracciata dai carretti, una zona dove l’erba era più alta o il terreno pietroso, ma già dal primo autunno la neve cancellava inesorabilmente ogni appiglio per lo sguardo.

Pascal era sempre più nervoso; proprio il silenzio ora lo inquietava.

- Che diavolo sarà accaduto? -

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